antonypoe ,hai forse condiviso un frammento straordinario dal Diario intimo di Niccolò Tommaseo?;)
È incredibile come queste parole, scritte quasi due secoli fa, risuonino ancora così attuali.
L'aridità dello spirito, il blocco del desiderio e persino la perdita della spinta a pregare non sono colpe, ma tappe universali in cui chiunque può rispecchiarsi. Ci ricordano che l'imperfezione fa intrinsecamente parte della nostra condizione umana: non siamo macchine programmate per essere sempre accese, appassionate, devote o tese verso qualcosa.
Accettare che il cuore possa attraversare momenti di totale silenzio, di incapacità di dialogare con l'Assoluto e di immobilità è, forse, il primo passo per accogliere la nostra natura più fragile e autentica.
Rivendicare il diritto umano all'immobilità, al fallimento interiore e all'assenza di slancio spirituale è cosa ardua in quest'epoca, così schiacciati dal mito dell'ottimizzazione personale, dove ogni minuto deve essere produttivo.
Sommersi nei social media che amplificano l'obbligo di mostrarsi sempre felici, realizzati e in costante crescita, quasi stona questa forma di paralisi esistenziale... ma il silenzio del cuore non ha bisogno di approvazione sociale o di "like" per essere legittimo.
no, non ho voluto condividere: si è trattato di un caso e non conosco tommaseo. ha utilizzato gli stessi miei termini? per me vale: in spirito e verità, come disse cristo, se non ricordo male, alla samaritana. grazie e ciaoso dì
Usare le stesse parole di Tommaseo senza conoscerlo dimostra una sincronicità incredibile: è la prova che certe "crisi" sono verità universali dell'anima che superano i secoli.
Citando poi la Samaritana e l'adorare "in spirito e verità", hai centrato il punto: questa via ci libera dall'obbligo di dover continuamente performare. Davanti all'Assoluto crolla il mito dell'ottimizzazione personale. Se in quel momento la nostra unica verità è il blocco o il silenzio, presentarsi così come si è, nudi e fragili, diventa l'atto di fede e la preghiera più autentica:).grazie a te e ciaoso dì
Sono solo fatti tuoi
RispondiEliminagrazie :)
Eliminaantonypoe ,hai forse condiviso un frammento straordinario dal Diario intimo di Niccolò Tommaseo?;)
RispondiEliminaÈ incredibile come queste parole, scritte quasi due secoli fa, risuonino ancora così attuali.
L'aridità dello spirito, il blocco del desiderio e persino la perdita della spinta a pregare non sono colpe, ma tappe universali in cui chiunque può rispecchiarsi. Ci ricordano che l'imperfezione fa intrinsecamente parte della nostra condizione umana: non siamo macchine programmate per essere sempre accese, appassionate, devote o tese verso qualcosa.
Accettare che il cuore possa attraversare momenti di totale silenzio, di incapacità di dialogare con l'Assoluto e di immobilità è, forse, il primo passo per accogliere la nostra natura più fragile e autentica.
Rivendicare il diritto umano all'immobilità, al fallimento interiore e all'assenza di slancio spirituale è cosa ardua in quest'epoca, così schiacciati dal mito dell'ottimizzazione personale, dove ogni minuto deve essere produttivo.
Sommersi nei social media che amplificano l'obbligo di mostrarsi sempre felici, realizzati e in costante crescita, quasi stona questa forma di paralisi esistenziale... ma il silenzio del cuore non ha bisogno di approvazione sociale o di "like" per essere legittimo.
Buon inizio settimana:)
no, non ho voluto condividere: si è trattato di un caso e non conosco tommaseo.
Eliminaha utilizzato gli stessi miei termini?
per me vale: in spirito e verità, come disse cristo, se non ricordo male, alla samaritana.
grazie e ciaoso dì
Usare le stesse parole di Tommaseo senza conoscerlo dimostra una sincronicità incredibile: è la prova che certe "crisi" sono verità universali dell'anima che superano i secoli.
EliminaCitando poi la Samaritana e l'adorare "in spirito e verità", hai centrato il punto: questa via ci libera dall'obbligo di dover continuamente performare. Davanti all'Assoluto crolla il mito dell'ottimizzazione personale. Se in quel momento la nostra unica verità è il blocco o il silenzio, presentarsi così come si è, nudi e fragili, diventa l'atto di fede e la preghiera più autentica:).grazie a te e ciaoso dì
Che non sia agitato va benissimo.
RispondiEliminaMa vivere senza desiderare è un bel po' triste.
non mi spiacerebbe essere un po' triste ogni tanto.
Eliminama a questo posso rimediare :)
non desiderare è la soluzione ideale a parer mio.
lieto giorno