lunedì 24 settembre 2012

piacere

il piacere in senso lato non è in relazione alla quantità.
forse lo è in senso stretto e dinamico, inteso come gioia

20 commenti:

  1. tuttavia bisogna vivere.
    cioè esserci. in corpore vili ;-)) !

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    1. antonypoe24/9/12 14:39

      se bisogna. ma io non ne sono convinto. altrimenti hai ragione a parlare di corpore vili

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  2. Il piacere non è sempre gioia? Se non desse un attimo di gioia, seppure in forma diversa, non potremmo parlare di piacere, no?
    Ciao.

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    1. antonypoe24/9/12 14:44

      disquisisco. preferisco. ma i termini possono essere e vengono utilizzati indifferentemente. ciao

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  3. siamo fatti anche di corpo, caro il mio asceta !

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    1. non l'ho negato. ma, asceta o meno, preferisco "in corpore sancti"

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  4. qui bisogna pensare un attimo! :)
    ora vado a nanna !
    Rispondo stasera!
    ciao!

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  5. e che è il "corpore sancti" ?? roba religiosa ?

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    1. non necessariamente. non sono religioso

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  6. quindi un piacere più... spirituale!
    conquistare questo "piacere", anche per un pò, non è semplice!
    Buona serata Anto!
    Ps In senso stretto e dinamico..già! :(

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    1. sì, un piacere stabile. che non significa statico. ciao

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  7. il piacere è condivisione. :)

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    1. mi trovi d'accordo. ma pure la condivisione si può manifestare in molti modi

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  8. nel post sul piacere non si può rispondere. quindi te lo dico qui.
    sembri adombrare il piacere della perdita.
    e per quanto ti conosco è proprio così.
    ma il piacere della "perdita" prova un certo masochismo.
    perchè se provi piacere a perdere qualcosa e qualcuno, invece che tenerlo, non dimostri la libertà, ma una propensione a godere di ciò che fa male. che fa dis-piacere.
    del resto il piacere sta tutto nella condivisione. mentre tu provi piacere non condividendo.
    non sempre e non con tutti. è provato.

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    1. c'è il solito malinteso. che sarebbe un'altra interpretazione accettabile se, negli umani, non tradisse una rivendicazione di valore unilaterale, assolutamente non eludibile.
      il mio concetto di "piacere della perdita" è riassumibile nella melancolia che rimanda al "tutto scorre"

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  9. è come il cibarsi per piacere e per orario, ma non per il piacere dell'appetito ?

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    1. l'appetito segnala una necessità naturale. ma spesso non si tratta di appetito bensì di bisogno (psicologico) o di vero vizio. io mangio con gusto e soddisfazione. per me il cibo è una delle modalità (numerosissime) attraverso cui si manifesta e a mia volta manifesto il piacere

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  10. abbuffarsi è un bisogno psicologico. o vizio.

    mangiare con gusto e soddisfazione per il piacere che dà la soddisfazione dell'appetito non è un vizio o un bisogno psicologico, ma sentire il proprio corpo e i segnali che ci dà.

    e non significa che i piaceri siano di diversa qualità o spessore.

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