Che ossimoro perfetto, antonypoe;) ma quel condizionale ''avrebbe'' tradisce la solita conclusione: per te, la doppia natura resta solo un'invenzione terrumana.Praticamente dalla penna dei terrumani alla carne dei santi, il verdetto non cambia, un ossimoro non spiega il mistero, lo liquida e basta .Un ciaoso dì;)
Vedi ;)i miracoli fisici colpiscono gli occhi, ma il vero mistero è un altro: quello che avviene dentro il cuore umano, capace di trasformare il dolore profondo in amore assoluto.
Infatti dovremmo imparare ad "accontentarci" di quei miracoli.. che fanno di noi un meraviglia costante.. ecco cosa dovremo venerare.. il miracolo della meraviglia..
@Katrina Provo a rispondere per cercare di capire la tua posizione. Sul piano logico e cosciente magari tu rifiuti l'idea stessa di soffrire volontariamente, e di conseguenza neghi l'esistenza di questo meccanismo.Ma se proviamo a fermarci un attimo, siamo davvero sicuri di non aver mai vissuto appieno questa dinamica? Provare dolore è davvero un vuoto, o è semplicemente la forma che l'amore assume anche quando ad esempio l'altro non c'è più?Se partiamo anche solo da noi e dalla nostra esperienza terrena, perché non dovrebbe esistere qualcosa di simile per i santi, che in fondo erano persone comuni come noi? Forse la vita dei santi è solo un cammino di amore assoluto e per i mistici la sofferenza non è masochismo, ma l'espressione tangibile di un amore così grande da superare il limite del corpo umano.
Penso è ne ho prove, di persone "normali" che hanno trasformato la loro esistenza di dolore sofferenza in amore puro, specialmente per gli altri, e non erano né mistici né santi.
Vi ringrazio di cuore, Fiorella e Franco, per aver calato questo mistero nella realtà di tutti i giorni. Alla fine, quell’ossimoro iniziale si è evoluto in qualcosa di concreto, toccato con mano e sperimentato qui tra noi lettori: il senso stesso dell'amore che si evolve in energia pura e autentica, anche laddove c'è o c'è stato dolore. È evidente che l'Amore non può restare fermo a guardare una lapide o a chiudersi nel ricordo. Per rimanere vivo e non farci schiacciare dal dolore, ha bisogno di muoversi e di trasformarsi in azione pura verso gli altri. Diventa così un'energia che guarisce noi mentre aiuta chi ci sta vicino. Il punto è proprio questo,a volte la troppa razionalità si perde nel voler capire e perfino negare a tutti i costi il come e il perché esista un disco, piuttosto che fermarsi ad ascoltare la meravigliosa musica che produce in sottofondo 😉
E' uno spunto di riflessione valido, ci mancherebbe. Ma ugualmente resto della mia idea. Non trovo il dolore/la sofferenza/la pena dilettevole. Non è mettendoci accanto la parola amore che magicamente lo diventa. C'è questa retorica del dolore che ci renderebbe più vicini a Dio, forse per farcelo in qualche modo sopportare meglio, per attutirlo, per sublimarlo. Retorica che non condivido, appunto. Non me ne vogliate. Buona giornata a tutti.
@Katrina grande rispetto per la tua idea. Forse, quando scrivi che non basta aggiungere la parola "amore" per far cessare il dolore, hai ragione nell'immediato. Credo sia soprattutto una questione di tempo: il tempo, dilatandosi, fa spazio a qualcosa di nuovo che solo in seguito riusciremo a identificare meglio. È un po' come quella musica in sottofondo di cui si parlava. Magari all'inizio c'è solo il rumore del dolore che graffia, ma col tempo l'armonia prende il sopravvento e si ricomincia ad ascoltare la vita. Ti ringrazio per la pacatezza e il tono del tuo commento.
Katrina Anonimo/a grazie di cuore per le vostre idee, vi sono grata ad entrambe, ed è la mia non è una sviolinata, questo è il vero confrontarsi. Grazie 💖💖
antonypoe, apprezzo quel distacco analitico e il modo in cui riesci a sbrogliare i fili del linguaggio. Proprio partendo da questa tua osservazione sulle "situazioni distinte", mi piacerebbe offrirti una sfumatura diversa, che non vuole imporre una verità logica, ma provare a unire i punti.La razionalità umana ha perfettamente ragione quando si ferma davanti all'ossimoro della "pena dilettevole" e lo definisce impossibile: per la logica della nostra mente, dolore e gioia si escludono a vicenda. Questa visione laica e razionale non è certo sbagliata, è semplicemente umana e reale.Tuttavia, c'è una sottile ma profonda verità che forse integra questa razionalità invece di escluderla. Se l'Amore non fosse solo un sentimento o una reazione psicologica, ma l'Energia stessa che viene da Dio, allora tutto cambia. Questa energia non cancella la nostra logica, ma la attraversa e la supera.Quando guardiamo alla doppia natura di Cristo, o alla carne dei santi e delle persone comuni che trasformano il dolore in dono, non siamo davanti a un masochismo spiegato dalla retorica. Siamo di fronte al momento in cui la natura umana (con tutta la sua legittima pena e razionalità) viene colmata da un'energia superiore (il diletto divino).L'Amore, in fondo, è proprio ciò che unisce tutte queste dinamiche che a noi sembrano separate. La razionalità analizza la forma della lampadina, ma è quell'energia invisibile a fare la luce. Un rispettoso saluto
an@ forse la profonda verità non fa al caso mio :) quanto all'energia superiore resto agnostico. comunque è dilettevole seguire i tuoi ragionamenti (sul filo dei miei). grazie e lieto giorno
Oltre le distanze dei pensieri, vicini nel "filo" del rispetto. Qui il dissenso è un confronto libero, la diversità è "meraviglia".. e il web può ancora essere uno spazio vivo.Lieto giorno a te e a tutti voi.
purtroppo anche oggi ho diversi problemi con la tecnologia che mi costringono a impiegare il tempo per cercare di risolverli e adempiere ai miei impegni. lieto giorno
Che ossimoro perfetto, antonypoe;) ma quel condizionale ''avrebbe'' tradisce la solita conclusione: per te, la doppia natura resta solo un'invenzione terrumana.Praticamente dalla penna dei terrumani alla carne dei santi, il verdetto non cambia, un ossimoro non spiega il mistero, lo liquida e basta .Un ciaoso dì;)
RispondiElimina"Liquida" pure il sangue di San Gennaro.. il mistero..
EliminaVedi ;)i miracoli fisici colpiscono gli occhi, ma il vero mistero è un altro: quello che avviene dentro il cuore umano, capace di trasformare il dolore profondo in amore assoluto.
EliminaInfatti dovremmo imparare ad "accontentarci" di quei miracoli.. che fanno di noi un meraviglia costante.. ecco cosa dovremo venerare.. il miracolo della meraviglia..
Eliminaan@ nessun mistero per me.
Eliminao forse dovrei precisare meglio: nessuna curiosità.
quanto all'uso del condizionale: mi attengo alla narrazione.
ciaoso dì
fr@ io mi contento :)
Eliminadella meraviglia.
lieto giorno
Per me non esiste alcuna pena dilettevole.
RispondiEliminaNemmeno quella d'amore? 💓
Elimina@Katrina
EliminaProvo a rispondere per cercare di capire la tua posizione. Sul piano logico e cosciente magari tu rifiuti l'idea stessa di soffrire volontariamente, e di conseguenza neghi l'esistenza di questo meccanismo.Ma se proviamo a fermarci un attimo, siamo davvero sicuri di non aver mai vissuto appieno questa dinamica? Provare dolore è davvero un vuoto, o è semplicemente la forma che l'amore assume anche quando ad esempio l'altro non c'è più?Se partiamo anche solo da noi e dalla nostra esperienza terrena, perché non dovrebbe esistere qualcosa di simile per i santi, che in fondo erano persone comuni come noi? Forse la vita dei santi è solo un cammino di amore assoluto e per i mistici la sofferenza non è masochismo, ma l'espressione tangibile di un amore così grande da superare il limite del corpo umano.
Penso è ne ho prove, di persone "normali" che hanno trasformato la loro esistenza di dolore sofferenza in amore puro, specialmente per gli altri, e non erano né mistici né santi.
EliminaNe ho anche parlato da me.💖
EliminaAccade, perché l'amore non si dilegua, e ha bisogno di riversarsi continuamente, non solo con un fiore su una lapide, non solo con la memoria sacra.
EliminaVi ringrazio di cuore, Fiorella e Franco, per aver calato questo mistero nella realtà di tutti i giorni. Alla fine, quell’ossimoro iniziale si è evoluto in qualcosa di concreto, toccato con mano e sperimentato qui tra noi lettori: il senso stesso dell'amore che si evolve in energia pura e autentica, anche laddove c'è o c'è stato dolore. È evidente che l'Amore non può restare fermo a guardare una lapide o a chiudersi nel ricordo. Per rimanere vivo e non farci schiacciare dal dolore, ha bisogno di muoversi e di trasformarsi in azione pura verso gli altri. Diventa così un'energia che guarisce noi mentre aiuta chi ci sta vicino. Il punto è proprio questo,a volte la troppa razionalità si perde nel voler capire e perfino negare a tutti i costi il come e il perché esista un disco, piuttosto che fermarsi ad ascoltare la meravigliosa musica che produce in sottofondo 😉
Elimina💖
EliminaE' uno spunto di riflessione valido, ci mancherebbe.
EliminaMa ugualmente resto della mia idea. Non trovo il dolore/la sofferenza/la pena dilettevole. Non è mettendoci accanto la parola amore che magicamente lo diventa.
C'è questa retorica del dolore che ci renderebbe più vicini a Dio, forse per farcelo in qualche modo sopportare meglio, per attutirlo, per sublimarlo. Retorica che non condivido, appunto. Non me ne vogliate.
Buona giornata a tutti.
@Katrina
Eliminagrande rispetto per la tua idea. Forse, quando scrivi che non basta aggiungere la parola "amore" per far cessare il dolore, hai ragione nell'immediato. Credo sia soprattutto una questione di tempo: il tempo, dilatandosi, fa spazio a qualcosa di nuovo che solo in seguito riusciremo a identificare meglio. È un po' come quella musica in sottofondo di cui si parlava. Magari all'inizio c'è solo il rumore del dolore che graffia, ma col tempo l'armonia prende il sopravvento e si ricomincia ad ascoltare la vita. Ti ringrazio per la pacatezza e il tono del tuo commento.
Katrina Anonimo/a grazie di cuore per le vostre idee, vi sono grata ad entrambe, ed è la mia non è una sviolinata, questo è il vero confrontarsi.
EliminaGrazie 💖💖
E continuo, con gli altri commentatori che hanno espresso il loro parere con vera educazione.
EliminaE noi ringraziamo te Fiorella perché sei sempre tra tutti i commentatori che conosce e riconosce il valore di quel confrontarsi 💖
EliminaGrazie a te Fiorella e a tutti per lo scambio :)
Eliminakat@ concordo.
Eliminaanche con la replica.
per quanto non introdurrei dio nel discorso.
lieto giorno
pie@ potere del linguaggio :)
Eliminamaradìmeo
an@ sulla dinamica concordo pure io.
Eliminasi tratta di situazioni distinte.
ciao
fio@ dalla sofferenza l'amore può trarre vigore.
Eliminaciao
fr@ tranne che sul bisogno, ovviamente concordo.
Eliminaciao
è stato piacevole leggervi e approfondire.
Eliminagrazie a tutti
antonypoe, apprezzo quel distacco analitico e il modo in cui riesci a sbrogliare i fili del linguaggio. Proprio partendo da questa tua osservazione sulle "situazioni distinte", mi piacerebbe offrirti una sfumatura diversa, che non vuole imporre una verità logica, ma provare a unire i punti.La razionalità umana ha perfettamente ragione quando si ferma davanti all'ossimoro della "pena dilettevole" e lo definisce impossibile: per la logica della nostra mente, dolore e gioia si escludono a vicenda. Questa visione laica e razionale non è certo sbagliata, è semplicemente umana e reale.Tuttavia, c'è una sottile ma profonda verità che forse integra questa razionalità invece di escluderla. Se l'Amore non fosse solo un sentimento o una reazione psicologica, ma l'Energia stessa che viene da Dio, allora tutto cambia. Questa energia non cancella la nostra logica, ma la attraversa e la supera.Quando guardiamo alla doppia natura di Cristo, o alla carne dei santi e delle persone comuni che trasformano il dolore in dono, non siamo davanti a un masochismo spiegato dalla retorica. Siamo di fronte al momento in cui la natura umana (con tutta la sua legittima pena e razionalità) viene colmata da un'energia superiore (il diletto divino).L'Amore, in fondo, è proprio ciò che unisce tutte queste dinamiche che a noi sembrano separate. La razionalità analizza la forma della lampadina, ma è quell'energia invisibile a fare la luce. Un rispettoso saluto
Eliminaan@ forse la profonda verità non fa al caso mio :)
Eliminaquanto all'energia superiore resto agnostico.
comunque è dilettevole seguire i tuoi ragionamenti (sul filo dei miei).
grazie e lieto giorno
Oltre le distanze dei pensieri, vicini nel "filo" del rispetto. Qui il dissenso è un confronto libero, la diversità è "meraviglia".. e il web può ancora essere uno spazio vivo.Lieto giorno a te e a tutti voi.
Eliminanon amo il termine rispetto :)
Eliminaa parte questa precisazione distanziale, adesso ti rispondo con un post.
grazie ancora e ciaoso dì
Che termini usi tu, allora?
Eliminafio@ preferisco riconoscimento
Elimina"O viva morte, o dilettoso male"
RispondiEliminaCiao OssiMoroPoe
per i fedeli.
Eliminaciao
cosa dici?
Eliminapiù moros od oxys? :)
grazie e lieto giorno a tutti per il momento.
RispondiEliminatenterò di rispondere domani ai commenti (sono un po' impegnato con altre incombenze)
Ossimoro anche un post al giorno con altre incombenze.. ihih
RispondiEliminapurtroppo anche oggi ho diversi problemi con la tecnologia che mi costringono a impiegare il tempo per cercare di risolverli e adempiere ai miei impegni.
Eliminalieto giorno
cerco di conciliare.
Eliminapiccoli grandi lucidi folli piaceri :)