Infatti il Governo ha chiuso le scuole e destinato all'Istruzione una miseria. Siamo il paese con meno laureati e paghiamo economicamente questo ritardo culturale. Come vedi la cultura fa mangiare.
credi, capisco bene il tuo ragionamento. e sarei pure d'accordo. sull'analisi e sulle conclusioni. ma in italia la direi metaforicamente un'equazione di terzo grado con duplice incognita :) buon giorno
Tutti i governi a me conosciuti han lasciato a bocca asciutta la cultura generalmente intesa; la scuola è stata sempre un paria in qualsiasi bilancio statale. In compenso si dà spazio ad una pseudocultura di un ben precisato colore ideologico contigua e ausiliaria alla sopravvivenza dei governi stessi. Il web gioca la medesima partita tranne rare eccezioni.
L’Italia si conferma tra i fanalini di coda su scala europea per investimenti in formazione: il 4% del Pil, sotto di quasi un punto percentuale rispetto alla media della Ue (4,9%) e poco più della metà di quanto investito da Danimarca (7%), Svezia (6,5%) e Belgio (6,4%). Una media che supera di poco la spesa totale dei privati, pari al 3% del Pil secondo le ultime rilevazioni Ocse.
A dirlo sono gli ultimi dati Eurostat, riferiti al 2015 e calcolati sul totale di risorse destinate al segmento “education” dai governi nel perimetro dell'Unione. Gli stati membri spendono un totale di 716 miliardi di euro sul settore, una quota pari al 4,9% del Pil continentale e la quarta voce di spese dopo protezione sociale (19,2%), salute (7,2%) e servizi pubblici (6,2%). Peggio della Penisola fanno solo la Romania (3,1%) e l'Irlanda (3,7%), mentre la Germania resta su valori percentuali abbastanza simili (4,3%). La prospettiva, però, diventa un po' diversa quando si guarda ai valori assoluti: il governo tedesco mette sul piatto quasi il doppio di noi, 127,4 miliardi di euro contro i 65,1 miliardi dell'Italia.
GLI INVESTIMENTI IN FORMAZIONE IN EUROPA Italia fanalino di coda nelle spese in “education”: 4% del Pi. (Fonte: Eurostat)
Mi viene da ridere per non piangere. Infatti nella fase 2 si afferma l'apertura di musei, biblioteche ecc ma queste non si sono ancora preparate e a quanto ho letto riaprono il 30 maggio. Almeno in Piemonte... Per non parlare poi che i musei mancano di personale, la maggioranza sono volontari. Buongiorno per tutto il giorno a te.
Infatti il Governo ha chiuso le scuole e destinato all'Istruzione una miseria.
RispondiEliminaSiamo il paese con meno laureati e paghiamo economicamente questo ritardo culturale.
Come vedi la cultura fa mangiare.
credi, capisco bene il tuo ragionamento. e sarei pure d'accordo. sull'analisi e sulle conclusioni. ma in italia la direi metaforicamente un'equazione di terzo grado con duplice incognita :)
Eliminabuon giorno
Tutti i governi a me conosciuti han lasciato a bocca asciutta la cultura generalmente intesa; la scuola è stata sempre un paria in qualsiasi bilancio statale. In compenso si dà spazio ad una pseudocultura di un ben precisato colore ideologico contigua e ausiliaria alla sopravvivenza dei governi stessi. Il web gioca la medesima partita tranne rare eccezioni.
RispondiEliminadiciamola tutta: i governi rispondono a una predisposizione. ciao
EliminaL’Italia si conferma tra i fanalini di coda su scala europea per investimenti in formazione: il 4% del Pil, sotto di quasi un punto percentuale rispetto alla media della Ue (4,9%) e poco più della metà di quanto investito da Danimarca (7%), Svezia (6,5%) e Belgio (6,4%). Una media che supera di poco la spesa totale dei privati, pari al 3% del Pil secondo le ultime rilevazioni Ocse.
RispondiEliminaA dirlo sono gli ultimi dati Eurostat, riferiti al 2015 e calcolati sul totale di risorse destinate al segmento “education” dai governi nel perimetro dell'Unione. Gli stati membri spendono un totale di 716 miliardi di euro sul settore, una quota pari al 4,9% del Pil continentale e la quarta voce di spese dopo protezione sociale (19,2%), salute (7,2%) e servizi pubblici (6,2%). Peggio della Penisola fanno solo la Romania (3,1%) e l'Irlanda (3,7%), mentre la Germania resta su valori percentuali abbastanza simili (4,3%). La prospettiva, però, diventa un po' diversa quando si guarda ai valori assoluti: il governo tedesco mette sul piatto quasi il doppio di noi, 127,4 miliardi di euro contro i 65,1 miliardi dell'Italia.
GLI INVESTIMENTI IN FORMAZIONE IN EUROPA
Italia fanalino di coda nelle spese in “education”: 4% del Pi. (Fonte: Eurostat)
grazie. anche se conosco abbastanza bene la situazione e i dati
EliminaMi viene da ridere per non piangere. Infatti nella fase 2 si afferma l'apertura di musei, biblioteche ecc ma queste non si sono ancora preparate e a quanto ho letto riaprono il 30 maggio. Almeno in Piemonte...
RispondiEliminaPer non parlare poi che i musei mancano di personale, la maggioranza sono volontari.
Buongiorno per tutto il giorno a te.
in effetti volevo provare a strappare un sorriso.
Eliminaobtorto collo, s'intende :)
👍👍👍
EliminaLa cultura non saziera'mai un cretino.
RispondiEliminain effetti meglio un piatto di tortellini :)
Eliminabuon giorno